RESISTENZA DI CERTI FRATELLI
1620 68. Se qualche fratello chiedesse perché
mai Francesco, durante la sua vita non fece osservare rigorosamente
la povertà come esposta a frate Rizzerio, noi, che
siamo vissuti con lui, rispondiamo con le parole udite dalla
sua bocca. Infatti, quanto ebbe ad esprimere a Rizzerio egli
lo ripeteva anche agli altri fratelli, unitamente a parecchie
prescrizioni, che fece scrivere altresì nella Regola.
Erano direttive ch'egli otteneva dal Signore con insistente
preghiera e meditazione per il bene dell'Ordine, affermando
che si trattava di cose strettamente conformi alla volontà
del Signore.
Ma quello che egli esponeva ai fratelli, sembrava a costoro
pesante e insopportabile, non prevedendo essi allora ciò
che sarebbe accaduto nell'Ordine dopo la scomparsa del Santo.
Siccome Francesco temeva moltissimo lo scandalo in sé
e nei fratelli, non voleva polemizzare, e lasciava correre,
sia pure contro voglia, scusandosene davanti al Signore. Ma
affinché la parola che Dio gli aveva messo nella bocca
per il bene dell'Ordine non ritornasse a Lui senza frutto,
Francesco voleva farla fruttare almeno in se stesso, per ottenere
la ricompensa divina. E così facendo, il suo spirito
ritrovava serenità e consolazione.